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Comune di Anghiari 1° concorso nazionale “Parole, suoni, colori diversi”

L’amministrazione comunale di Anghiari, Ufficio Scuola e Politiche Sociali, ha indetto un concorso nazionale dedicato al mondo dei diversabili. L'idea e il progetto del premio denominato “Parole, suoni, colori diversi” è stato elaborato dal Prof. Mario Gori, docente presso le Università di Bolzano e Ferrara. Gli elaborati vanno inviati per posta al Comune di Anghiari (AR) entro il 15 Aprile 2008.
COMUNICATO STAMPA

Premio Nazionale Anghiari 2008
“Parole, suoni, colori diversi”


promosso da:
Comunità Montana Valtiberina
Provincia di Arezzo
Regione toscana
Dipartimento delle Politiche per la Famiglia
Dipartimento Dei Diritti e delle Pari Opportunità
Comunità Europea
Ministero della Pubblica Istruzione
Ministero della Salute
Ministero della Solidarietà Sociale
Ministero della Giustizia
Associazioni di volontariato regionali, provinciali, locali


L’amministrazione comunale di Anghiari, Ufficio Scuola e Politiche Sociali, ha indetto un concorso nazionale dedicato al mondo dei diversabili. L'idea e il progetto del premio denominato “Parole, suoni, colori diversi” è stato elaborato dal Prof. Mario Gori, docente presso le Università di Bolzano e Ferrara.
Il concorso si propone di dare voce, a mezzo della scrittura, della musica e della pittura al silenzio dei diversabili, delle loro famiglie e di quanti si occupano di essi.
I contenuti potranno essere riferiti a:
- realtà vissute o quali prodotto dell'immaginario, elaborati in forma di memoria autobiografica, di storie di vita, di corrispondenza epistolare, di narrazione novellistica, di poesia;
- di opere musicali realizzate con qualunque strumento, con qualunque tema e contenuto;
- di dipinti eseguiti con tecniche libere e su qualunque soggetto.

Gli elaborati vanno inviati per posta al Comune di Anghiari entro il 15 Aprile 2008.

Scarica il bando di concorso con le norme di partecipazione sul sito
www.comune.anghiari.ar.it

CONTENUTI CULTURALI

Una persona nasce diversa, o lo diventa, per volontà dell'uomo, perché altri hanno fatto sì che lo diventi.
E ciò può accadere perché l’uomo può nuocere all’uomo per diversi motivi: ignoranza, egoismo, presunzione, indifferenza, violenza, superficialità, ottusità... e la diversità di partenza può accrescersi ancora più perché il sistema non la reputa funzionale e produttiva ai propri fini.
È solo a partire da una sostanziale modifica di un’etica e di una prassi degli atteggiamenti complessivi nei
confronti dell'altro (e quindi anche dell'uni-verso di-verso), che si può veramente cominciare a parlare di
integrazione e di uguaglianza.
La presa in carico del problema "altro" da parte della comunità, ha una storia recente e si sta ancora delineando; necessita sempre più una coscienza civile e interiore che sta muovendo i primi passi. Manca in maniera macroscopica la prevenzione ed è ancora troppo deficitaria l'integrazione nella scuola, nel lavoro, nello sport, nel tempo libero, nel quotidiano.

La maggior parte dei modelli sociali basati sulla prestazione, strutturano le persone in gerarchie per classi
sociali e per generazioni. Anche i diversi vengono classificati e “gerarchizzati”, non solo rispetto ai cosiddetti “normali”, ma anche tra di loro.
Una concezione dell'esistenza prevalentemente pessimistica, ci distoglie sovente dall'evidenziare gli
aspetti positivi dell’altro ed è difficile parlare di integrazione del diverso quando ancora è lontana da
realizzare l'integrazione tra i cosiddetti normali.
Nessuna persona va più classificata, ma compresa nella sua diversità, nel suo essere altro da me.
Cominciamo ad accettare ed accogliere l'altro, chiunque e comunque sia, aiutiamolo ad esprimere e a sviluppare il suo positivo per camminare e crescere insieme.
Quando scopriremo le chiavi per comprendere i linguaggi che ci sono sconosciuti, perché non appartengono ai codici della cultura dominante, capiremo che la differenza non è in colui che comunica, ma in colui che riceve la comunicazione e nell’uso di potere-dominio che viene fatto dei sistemi formali di comunicazione. Allora ciascuno rivelerà la scintilla divina che lo anima e gli dà "voce". Scopriremo così che ciascuno ha qualcosa da dire e da insegnare.

È per questo che utilizziamo il linguaggio delle parole, dei colori e dei suoni, linguaggi che arrivano
soprattutto ai cuori.
E restiamo in attesa delle vostre parole, dei vostri colori, dei vostri suoni, perché ciascuno possa usare il suo linguaggio per “avere voce” e diritto all’ascolto.

Per informazioni

Comune di Anghiari (Arezzo)
Ufficio Scuola e Politiche Sociali
tel. 0575 789522 centralino
tel. 0575 789523 segreteria
e-mail: premio.anghiari@gmail.com
www.comune.anghiari.ar.it