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SUPERABILE Integrazione: "L'impreparazione è del sistema scolastico in generale, non solo del sostegno"

Intervista al presidente FADIS pubblicata dal sito Superabile il 1 settembre 2010.
Nicola Quirico, presidente di Fadis, ricorda che l'integrazione è un compito di tutto il sistema scolastico. "L'impreparazione nasce da un problema globale di formazione a cui si risponde con interventi normativi e riqualificazione del personale operante, dirigenti compresi"

BOLOGNA - "L'impreparazione è un problema che interessa il sistema scolastico italiano, al di là del sostegno". Nicola Quirico, presidente della Federazione delle associazioni di docenti per l'integrazione scolastica (Fadis), che riunisce gli insegnanti di sostegno specializzati di Emilia-Romagna, Marche e Abruzzo, sottolinea l'importanza di salvaguardare 30 anni di esperienza di integrazione nella scuola italiana "attraverso la qualità della preparazione dei suoi insegnanti. Sia quelli di sostegno, ai quali si chiede una competenza specifica, sia agli altri che devono, comunque, lavorare per integrare gli studenti disabili". La preparazione di un docente dipende dagli studi universitari e dalla formazione in servizio. Quindi, chiarisce Quirico, "se un insegnante è inadeguato, il problema va ricercato nel percorso di formazione a monte".
Attivare corsi specifici per i docenti della scuola secondaria (che sono stati sospesi dopo la chiusura delle Ssis), intervenire a livello normativo e riqualificare il personale che già opera nelle scuole, compresi i dirigenti scolastici, "perché l'integrazione riguarda tutto il personale scolastico, non solo gli insegnanti di sostegno". Ecco quali sono gli interventi urgenti secondo il presidente di Fadis che mette in guardia sul considerare il problema degli insegnanti di sostegno come, "un fenomeno negativo da sbandierare all'inizio dell'anno scolastico. Si tratta di un problema più complesso che dipende da scelte politiche che non nascono certo nel 2010".
Gli insegnanti di sostegno devono essere di ausilio agli altri docenti, "in Italia, invece, si tende a considerare il sostegno come assistenziale - afferma Quirico - con un numero elevato di ore e i conseguenti problemi di gestione economica". Condizioni lavorative migliori porterebbero a una maggiore stabilità anche per questi docenti: "non colpevolizziamoli se ruotano da una scuola all'altra in cerca di punti o di uno stipendio per vivere, piuttosto diamo loro condizioni strutturali migliori". E a chi lamenta che gli insegnanti usano il sostegno come cavallo di Troia per entrare nella scuola, Quirico ricorda che, "quando accade, non è certo una colpa. Spesso è più facile accedere a queste opportunità lavorative come, ad esempio, è il caso dei precari. Non dimentichiamo però - continua - che il 50% degli insegnanti di sostegno in Italia sono di ruolo. Per queste persone il sostegno non è un trampolino di lancio, ma una scelta".
Altro problema è quello del rapporto alunni disabili/insegnante di sostegno. "Come Fadis - afferma Quirico - sosteniamo la necessità di un rapporto 1 a 2, ovvero un docente per due studenti con la possibilità di prevedere posti in deroga in base alle effettive esigenze del disabile". Questa necessità è stata ribadita dalla Corte Costituzionale nella sentenza 80/2010 (in cui si è anche sottolineata l'importanza di salvaguardare il diritto allo studio del bambino) e recepita dalla normativa. Ora si tratta di applicarla. "Posso affermare - conclude - che il numero di insegnanti di sostegno a livello nazionale, in un rapporto 1 a 2, rientri in un sistema organizzativo migliore rispetto al passato, quando il rapporto era di 1 a 138 con deroghe del 40%". (lp)

Fonte:

SUPERABILE Integrazione: "L'impreparazione è del sistema scolastico in generale, non solo del sostegno" (1 settembre 2010)

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